Ho aspettato fino a oggi per scrivere questa cosa che da un po' di giorni mi frulla per la testa. E sempre più mi accorgo di quanto forte sia la fede per la samp che mi porta allo stadio nonostante tutto questo schifo del calcio scommesse e di tutte le altre oscenità che questo calcio moderno si porta dietro.
Continuo a pensare che sono proprio scemo a tornare allo stadio ogni volta con la stessa speranza e con la stessa passione quando davvero non si trova più traccia di un valore o di un'etica in ogni cosa!
L'ultima conferma è stata quella di giocare la partita di ieri a Modena, dopo i recenti fatti del terremoto della scorsa settimana. Nella notte precedente alla partita una scossa 3.5 della scala Richter nella zona ha dimostrato come l'estrema tranquillità con cui si è scelto di giocare è stata davvero una decisione presa a cuor leggero. Sarà pur vero che per la gente di Modena era un momento per distrarsi un momento, ma se davvero fosse successo qualcosa che distrazione sarebbe stata? Per fortuna non è successo niente ma certo il prefetto si è preso una bella responsabilità a prendere questa assurda decisione. Sicuramente avrà pensato ai tifosi come delle bestie, così come ormai fanno tutti quelli che, guardando questo mondo dall'alto verso il basso, stanno riducendo in uno schifo sempre peggiore questo sistema.
Se avesse dovuto esserci qualche parata militare col presidente della repubblica, sono sicuro che non si sarebbe mai svolta a Modena, ma in fondo i tifosi di Sassuolo o blucerchiati quanto possono valere?
Lo hanno dimostrato anche durante la partita di andata, giocata alla pessima ora delle 18,30 in cui per poter riuscire ad arrivare all'ultimo minuto, la gente dotata ancora di un lavoro, si è trovata ammassata ai tornelli a pochi minuti dall'inizio! E quì abbiamo visto ancora una volta come chi deve decidere per la sicurezza di questo sport proprio non ha capito niente! Gli steward dovevano essere la salvezza di questo calcio e invece si tratta semplicemente di un gruppetto di ragazzotti di ogni etnia messi lì a fare figura per pochi euro, tanto è vero che non appena la situazione è diventata calda e i tifosi hanno iniziato a scaldarsi perché si stavano per perdere l'inizio della partita, appena hanno iniziato a scavalcare le protezioni, pronti pronti tutti gli steward sono scappati, bell'esempio di sicurezza!
E i tornelli? Fantastici, a 5 minuti dall'inizio della partita tutti schiacciati contro l'ingresso dei tornelli che mai una volta accettano il biglietto al primo tentativo, così semplicemente invece di risolvere i problemi li spostiamo dallo stadio all'entrata!
E poi ci mettiamo anche alcuni tifosi che dimostrano come questo calcio di basso livello sia tagliato esattamente sul loro, tanto è vero che in buona parte non hanno ancora capito che applaudire al minuto di raccoglimento è davvero di pessimo gusto, non si applaudono i morti deficienti, si rispettano con un minuto di silenzio!
E quando la gradinata sud ha chiesto 5 miseri minuti di silenzio in commemorazione delle vittime, pochi sono stati in grado di farlo, gridando o mugugnando per un misero pallone perso o conquistato a centrocampo! Neanche il rispetto per questa gente sapete avere, si vede che siete cresciuti con plasmon e biberon senza vedere e capire le vere difficoltà della vita, mentre spesso, quelli che vengono considerati il male di questo calcio, gli ultras, in modo a volte più o meno discutibile, qualche valore lo conservano ancora!
Fatta eccezione ovviamente per gli ultrass del genoa, che sono stati in grado di fare combine con i giocatori per la sconfitta della propria squadra, roba da matti.. Che schifo ragazzi!
E sperando che la finale dei playoff non sia un film già scritto ma che almeno sia giocata con gambe e cuore, forza Samp! Portaci via da questa merda di categoria!
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domenica 3 giugno 2012
Tifosi o bestie?
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lunedì 6 settembre 2010
MASSIMO FINI: " IO STO CON GLI ULTRAS,ANCHE QUELLI VIOLENTI DI BERGAMO"
Massimo Fini, giornalista e battitore libero, sul Fatto quotidiano lancia una provocazione e la spiega nei dettagli: gli ultras sono gli ultimi, veri, amanti del calcio.
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Siamo stufi, arcistufi, di questo Stato di polizia. Che non è quello delle intercettazioni telefoniche, come pretende Berlusconi che ha la coscienza sporchissima, che sono perfettamente legittime quando autorizzate dalla Magistratura, ma quello dove le libertà più elementari sono osteggiate, conculcate, vietate, proibite, scomunicate, tranne quella economica anche quando passa sul massacro della popolazione (è “la libera intrapresa” a creare la disoccupazione, oh yes, ma questo ve lo spiegherò in un’altra occasione) e, ovviamente, quelle del Cavaliere che può corrompere testimoni in giudizio, pagare mazzette ai finanzieri, consumare colossali evasioni fiscali, avere decine di società “off shore”, precostituirsi “fondi neri” impunemente perché, attraverso i suoi scherani, si fa cucire leggi su misura che lo tengono fuori dai processi.
Non bastassero già le leggi nazionali, dove sono sempre più feroci i limiti imposti al consumo di alcol, al fumo, non solo a tutela dei soggetti passivi ma anche di quelli attivi, alla prostituzione (da strada naturalmente, quella delle escort e soprattutto dei loro importanti clienti è immune), ora, dopo un altro demenziale decreto del ministro Maroni, ci si sono messi anche i sindaci, in particolare leghisti, ma non solo, a imporre i divieti più grotteschi e assurdi.
A Verona è proibito sbocconcellare un panino in strada, consumare alcol fuori dai bar, bagnarsi nelle fontane, girare a torso nudo (il Mullah Omar era più permissivo). A Vicenza ci sono multe salatissime (500 euro) “per camper e roulotte che trasformano la sosta in un bivacco”. A Novara sono vietate le passeggiate notturne nei parchi se si è più di due (durante il fascismo ci volevano almeno cinque persone per considerarle “radunata sediziosa”). A Eraclea (Sicilia) è proibito ai bambini costruire castelli di sabbia in riva al mare. A Firenze, a Venezia, a Trento e in altre città è vietato chiedere l’elemosina, cosa che non si era mai vista prima (nemmeno nei “secoli bui” del Medioevo, anzi, tantomeno nel Medioevo in cui si riteneva che il mendico, come il matto, avesse, per dei suoi misteriosi canali, un rapporto privilegiato con Dio) in nessuna società del mondo, eccezion fatta per l’Unione Sovietica.
Adesso, sempre per iniziativa del solerte Maroni, è arrivata anche la “tessera del tifoso”.
È intollerabile che uno per andare a vedere una partita di calcio debba chiedere la patente alla società. Una schedatura mascherata, socialmente razzista perché imposta solo ai tifosi che vanno nel “settore ospiti”, cioè dietro le porte e nelle curve, mentre chi può pagarsi i “distinti” non subisce questa gogna.
In realtà questa misura illiberale va nel segno di una tendenza in atto da molti anni: eliminare via via il calcio da stadio a favore di quello televisivo e degli affari di Sky, Mediaset e compagnia cantante (con corollario di moviola, labiali, giocatori scoperti in flagranti e sacrosante bestemmie – robb de matt – e, da quest’anno, anche la profanazione del tempio sacro dello spogliatoio). Ma chi conosce anche solo un poco il “frubal”, come lo chiamava Gioann Brera ai tempi belli in cui tutte queste stronzate non esistevano, sa che fra il calcio visto allo stadio e quello visto in casa, in pantofole, fra una telefonata e l’altra e magari sbaciucchiandosi con la fidanzata (orrore degli orrori, il calcio è un rito che vuole una concentrazione esclusiva, non sono mai andato allo stadio con una ragazza e fra Naomi e Ruud Van Nistelrooy – doppietta allo Shalke 04 per inciso – non ho dubbi) non corre alcuna parentela. Per vivere davvero la partita, per capirla, bisogna essere allo stadio, vedere tutto il campo (ci sono centrocampisti che, se guardi la partita in Tv, sembrano aver giocato male perché han toccato pochi palloni e invece hanno giocato benissimo, di posizione) e non solo quello che garba al cameraman.
Dal 1983 – introduzione del terzo straniero – il calcio da stadio ha perso il 40% degli spettatori. Quest’anno gli abbonamenti sono ulteriormente crollati del 20%. Molti tifosi hanno solidarizzato con gli ultras in rivolta e non l’hanno rinnovato. E poi ci sono le ragioni, così efficacemente spiegate da Roberto Stracca in un servizio sul Corriere (26/8) e che hanno tutte la stessa origine: scoraggiare la gente dall’andare allo stadio. “Anche chi non è ultrà – scrive Stracca – e non ha mai pensato di esserlo, dopo biglietti nominali, necessità di un documento per un bambino di 8 anni, odissee fantozziane nella burocrazia più ottusa per una partita di pallone, non ne ha potuto più e ha finito per dire addio allo stadio e aderire alla sempre più ricca offerta televisiva”.
Maroni, contestato violentemente da 500 ultras bergamaschi alla Festa della Lega ad Alzano Lombardo, ha detto: “Dicono di essere dei tifosi, ma non lo sono. Sono dei violenti”. E invece gli ultras sono gli ultimi, veri, amanti del calcio.
Qualche anno fa, in una domenica canicolare e patibolare di giugno, i demonizzatissimi ultras in rappresentanza di 78 società, di A, di B, di C e delle serie minori, diedero vita a Porta Romana, a Milano, davanti alla sede della Figc, a una civilissima manifestazione al grido di “Ridateci il calcio di una volta!” (cioè: numeri dall’uno all’undici, arbitro in giacchetta nera, pochi stranieri, riscoperta dei vivai e, soprattutto, basta con l’enfiagione economica che ha distrutto tutti i valori mitici, rituali, simbolici, identitari, che ne hanno fatto la fortuna per un secolo, a favore del business e che finirà, prima o poi, per farlo scoppiare come la rana di Esopo). La notizia – mi pareva una notizia – passò sotto silenzio. Persino la Gazzetta dello Sport dedicò all’avvenimento un box di poche righe. Non bisognava disturbare il manovratore. Cioè gli affari.
Due parole sulla “violenza” Ad Alzano Maroni ha detto anche: “Io con i violenti non parlo”. E allora il primo cui non dovrebbe rivolgere la parola è Umberto Bossi, il suo Capo. L’ineffabile Maroni si è dimenticato che il leader del Carroccio, agli albori della Lega, dichiarò: “Ho trecentomila leghisti pronti a estrarre la pistola dalla fondina” (in realtà quelli, dalla fondina, possono estrarre al massimo il loro cellulare), e in seguito: “andremo a prendere i fascisti uno a uno, casa per casa”, e ancora, a proposito dei magistrati, “bastano delle pallottole e una pallottola costa solo 300 lire”, e di recente ha anfanato di fucili e altre armi se non gli concedevano non mi ricordo che cosa, parole che dette da un esponente del Governo, sono ben più gravi delle quattro macchine date alle fiamme durante la contestazione di Bergamo.
Io sto con gli ultras. Anche quelli violenti di Bergamo. Perché mi paiono gli unici ad aver voglia ed energia di rivolta in un Paese in cui i cittadini si fan passare sopra ogni sorta di abusi, di soprusi e di autentiche violenze sempre chinando la testa. Sudditi. Nient’altro che sudditi.
Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it Siamo stufi, arcistufi, di questo Stato di polizia. Che non è quello delle intercettazioni telefoniche, come pretende Berlusconi che ha la coscienza sporchissima, che sono perfettamente legittime quando autorizzate dalla Magistratura, ma quello dove le libertà più elementari sono osteggiate, conculcate, vietate, proibite, scomunicate, tranne quella economica anche quando passa sul massacro della popolazione (è “la libera intrapresa” a creare la disoccupazione, oh yes, ma questo ve lo spiegherò in un’altra occasione) e, ovviamente, quelle del Cavaliere che può corrompere testimoni in giudizio, pagare mazzette ai finanzieri, consumare colossali evasioni fiscali, avere decine di società “off shore”, precostituirsi “fondi neri” impunemente perché, attraverso i suoi scherani, si fa cucire leggi su misura che lo tengono fuori dai processi.
Non bastassero già le leggi nazionali, dove sono sempre più feroci i limiti imposti al consumo di alcol, al fumo, non solo a tutela dei soggetti passivi ma anche di quelli attivi, alla prostituzione (da strada naturalmente, quella delle escort e soprattutto dei loro importanti clienti è immune), ora, dopo un altro demenziale decreto del ministro Maroni, ci si sono messi anche i sindaci, in particolare leghisti, ma non solo, a imporre i divieti più grotteschi e assurdi.
A Verona è proibito sbocconcellare un panino in strada, consumare alcol fuori dai bar, bagnarsi nelle fontane, girare a torso nudo (il Mullah Omar era più permissivo). A Vicenza ci sono multe salatissime (500 euro) “per camper e roulotte che trasformano la sosta in un bivacco”. A Novara sono vietate le passeggiate notturne nei parchi se si è più di due (durante il fascismo ci volevano almeno cinque persone per considerarle “radunata sediziosa”). A Eraclea (Sicilia) è proibito ai bambini costruire castelli di sabbia in riva al mare. A Firenze, a Venezia, a Trento e in altre città è vietato chiedere l’elemosina, cosa che non si era mai vista prima (nemmeno nei “secoli bui” del Medioevo, anzi, tantomeno nel Medioevo in cui si riteneva che il mendico, come il matto, avesse, per dei suoi misteriosi canali, un rapporto privilegiato con Dio) in nessuna società del mondo, eccezion fatta per l’Unione Sovietica.
Adesso, sempre per iniziativa del solerte Maroni, è arrivata anche la “tessera del tifoso”.
È intollerabile che uno per andare a vedere una partita di calcio debba chiedere la patente alla società. Una schedatura mascherata, socialmente razzista perché imposta solo ai tifosi che vanno nel “settore ospiti”, cioè dietro le porte e nelle curve, mentre chi può pagarsi i “distinti” non subisce questa gogna.
In realtà questa misura illiberale va nel segno di una tendenza in atto da molti anni: eliminare via via il calcio da stadio a favore di quello televisivo e degli affari di Sky, Mediaset e compagnia cantante (con corollario di moviola, labiali, giocatori scoperti in flagranti e sacrosante bestemmie – robb de matt – e, da quest’anno, anche la profanazione del tempio sacro dello spogliatoio). Ma chi conosce anche solo un poco il “frubal”, come lo chiamava Gioann Brera ai tempi belli in cui tutte queste stronzate non esistevano, sa che fra il calcio visto allo stadio e quello visto in casa, in pantofole, fra una telefonata e l’altra e magari sbaciucchiandosi con la fidanzata (orrore degli orrori, il calcio è un rito che vuole una concentrazione esclusiva, non sono mai andato allo stadio con una ragazza e fra Naomi e Ruud Van Nistelrooy – doppietta allo Shalke 04 per inciso – non ho dubbi) non corre alcuna parentela. Per vivere davvero la partita, per capirla, bisogna essere allo stadio, vedere tutto il campo (ci sono centrocampisti che, se guardi la partita in Tv, sembrano aver giocato male perché han toccato pochi palloni e invece hanno giocato benissimo, di posizione) e non solo quello che garba al cameraman.
Dal 1983 – introduzione del terzo straniero – il calcio da stadio ha perso il 40% degli spettatori. Quest’anno gli abbonamenti sono ulteriormente crollati del 20%. Molti tifosi hanno solidarizzato con gli ultras in rivolta e non l’hanno rinnovato. E poi ci sono le ragioni, così efficacemente spiegate da Roberto Stracca in un servizio sul Corriere (26/8) e che hanno tutte la stessa origine: scoraggiare la gente dall’andare allo stadio. “Anche chi non è ultrà – scrive Stracca – e non ha mai pensato di esserlo, dopo biglietti nominali, necessità di un documento per un bambino di 8 anni, odissee fantozziane nella burocrazia più ottusa per una partita di pallone, non ne ha potuto più e ha finito per dire addio allo stadio e aderire alla sempre più ricca offerta televisiva”.
Maroni, contestato violentemente da 500 ultras bergamaschi alla Festa della Lega ad Alzano Lombardo, ha detto: “Dicono di essere dei tifosi, ma non lo sono. Sono dei violenti”. E invece gli ultras sono gli ultimi, veri, amanti del calcio.
Qualche anno fa, in una domenica canicolare e patibolare di giugno, i demonizzatissimi ultras in rappresentanza di 78 società, di A, di B, di C e delle serie minori, diedero vita a Porta Romana, a Milano, davanti alla sede della Figc, a una civilissima manifestazione al grido di “Ridateci il calcio di una volta!” (cioè: numeri dall’uno all’undici, arbitro in giacchetta nera, pochi stranieri, riscoperta dei vivai e, soprattutto, basta con l’enfiagione economica che ha distrutto tutti i valori mitici, rituali, simbolici, identitari, che ne hanno fatto la fortuna per un secolo, a favore del business e che finirà, prima o poi, per farlo scoppiare come la rana di Esopo). La notizia – mi pareva una notizia – passò sotto silenzio. Persino la Gazzetta dello Sport dedicò all’avvenimento un box di poche righe. Non bisognava disturbare il manovratore. Cioè gli affari.
Due parole sulla “violenza” Ad Alzano Maroni ha detto anche: “Io con i violenti non parlo”. E allora il primo cui non dovrebbe rivolgere la parola è Umberto Bossi, il suo Capo. L’ineffabile Maroni si è dimenticato che il leader del Carroccio, agli albori della Lega, dichiarò: “Ho trecentomila leghisti pronti a estrarre la pistola dalla fondina” (in realtà quelli, dalla fondina, possono estrarre al massimo il loro cellulare), e in seguito: “andremo a prendere i fascisti uno a uno, casa per casa”, e ancora, a proposito dei magistrati, “bastano delle pallottole e una pallottola costa solo 300 lire”, e di recente ha anfanato di fucili e altre armi se non gli concedevano non mi ricordo che cosa, parole che dette da un esponente del Governo, sono ben più gravi delle quattro macchine date alle fiamme durante la contestazione di Bergamo.
Io sto con gli ultras. Anche quelli violenti di Bergamo. Perché mi paiono gli unici ad aver voglia ed energia di rivolta in un Paese in cui i cittadini si fan passare sopra ogni sorta di abusi, di soprusi e di autentiche violenze sempre chinando la testa. Sudditi. Nient’altro che sudditi.
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lunedì 2 agosto 2010
E' MORTO IL CALCIO !
SIGNORE E SIGNORI,E' MORTO IL CALCIO.
QUELLO AUTENTICO E VERO,QUELLO DI UNA VOLTA.
NE DIAMO IL TRISTE ANNUNCIO NOI,TIFOSI "ALLA VECCHIA MANIERA",NOI CHE NON CI SIAMO MAI PIEGATI DI FRONTE ALLE "VOSTRE STUPIDE NOVITA'",INVENTATE DA CHI NON SA NEANCHE CHE COSA SIA LA VITA DA STADIO.
A PICCOLE DOSI CI HANNO FATTO INGOIARE TUTTO,QUASI SENZA CHE CE NE ACCORGESSIMO.
ANTICIPI,POSTICIPI(DATATI ANNO 1994...),TORNELLI,BIGLIETTI NOMINALI,CARO-BIGLIETTI,TESSERE E BANCOMAT RILASCIATE DALLE QUESTURE PER ESSERE UN VERO TIFOSO,
ORA POSSIAMO TRANQUILLAMENTE DIRE CHE IL CALCIO,OLTRE AD ESSERE MORTO E' DIVENTATO UN VERO E PROPRIO SPETTACOLO TELEVISIVO.
ECCO COSA CI ASPETTA NELLA PROSSIMA STAGIONE 2010/2011 :
QUESTO E' IL "LORO" CALCIO MODERNO.
IL CALCIO DELLE PAY-TV.
IL CALCIO DEI TIFOSI FIDELIZZATI.
SIGNORE E SIGNORI,
E ' MORTO IL CALCIO !
QUELLO AUTENTICO E VERO,QUELLO DI UNA VOLTA.
NE DIAMO IL TRISTE ANNUNCIO NOI,TIFOSI "ALLA VECCHIA MANIERA",NOI CHE NON CI SIAMO MAI PIEGATI DI FRONTE ALLE "VOSTRE STUPIDE NOVITA'",INVENTATE DA CHI NON SA NEANCHE CHE COSA SIA LA VITA DA STADIO.
A PICCOLE DOSI CI HANNO FATTO INGOIARE TUTTO,QUASI SENZA CHE CE NE ACCORGESSIMO.
ANTICIPI,POSTICIPI(DATATI ANNO 1994...),TORNELLI,BIGLIETTI NOMINALI,CARO-BIGLIETTI,TESSERE E BANCOMAT RILASCIATE DALLE QUESTURE PER ESSERE UN VERO TIFOSO,
ORA POSSIAMO TRANQUILLAMENTE DIRE CHE IL CALCIO,OLTRE AD ESSERE MORTO E' DIVENTATO UN VERO E PROPRIO SPETTACOLO TELEVISIVO.
ECCO COSA CI ASPETTA NELLA PROSSIMA STAGIONE 2010/2011 :
-2 ANTICIPI AL VENERDI SERA(PER SQUADRE PARTECIPANTI ALLA CHAMPIONS LEAGUE CHE DISPUTERANNO LE PARTITE IL MARTEDI SERA)
-2 ANTICIPI AL SABATO,UNO ALLE ORE 18,L'ALTRO ALLE ORE 20,45 (PER LE SQUADRE PARTECIPANTI ALLA CHAMPIONS LEAGUE CHE GIOCHERANNO IL MERCOLEDI)
-1 PARTITA ALLE 12,30( ! ! ! ! ! !.......)DELLA DOMENICA
-3 PARTITE ALLE ORE 15 DI DOMENICA
-1 PARTITA LA DOMENICA SERA ALLE ORE 20,45
-1 PARTITA IL LUNEDI SERA ALLE ORE 20,45 (PER SQUADRE PARTECIPANTI ALLE EUROPA LEAGUE IL GIOVEDI SERA).
QUESTO E' IL "LORO" CALCIO MODERNO.IL CALCIO DELLE PAY-TV.
IL CALCIO DEI TIFOSI FIDELIZZATI.
SIGNORE E SIGNORI,
E ' MORTO IL CALCIO !
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venerdì 30 luglio 2010
INFO ORDINE MATERIALE CUNEO BLUCERCHIATA
PER CHI VOLESSE ACQUISTARE MATERIALE DI CUNEO BLUCERCHIATA PUO' SEGUIRE QUESTI SEMPLICI PASSI.
-INVIARE UNA MAIL O TELEFONARE AL CLUB,CHIEDENDO LA DISPONIBILITA' DEL PRODOTTO, INDICANDO L'ARTICOLO E LA TAGLIA DESIDERATA.
-CUNEO BLUCERCHIATA VI RISPONDERA' IN BREVE TEMPO.
-A RISPOSTA RICEVUTA VI VERRANNO FORNITI IL TOTALE DA PAGARE E GLI ESTREMI DEL PAGAMENTO DA EFFETTUARE A MEZZO POSTAPAY IN UN QUALSIASI UFFICIO POSTALE O TABACCHERIA
LOTTOMATICA.
-A PAGAMENTO AVVENUTO COMUNICARCI L'INDIRIZZO PER LA SPEDIZIONE DEGLI ARTICOLI.
-IN 1 GIORNO LAVORATIVO CUNEO BLUCERCHIATA VI SPEDIRA' IL TUTTO AL VOSTRO DOMICILIO TRAMITE POSTE ITALIANE.
GRAZIE A TUTTI PER LA COLLABORAZIONE.
IL DIRETTIVO
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